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Saint Sever Photo Cité 2025

date » 07-06-2025 15:08

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Da Fotografiaminuteraitinerante.it

"Una fotografia disegnata per accogliere, Saint-Sever è una di queste.
Un piccolo villaggio nel sud della Francia, incastonato tra colline morbide e pietre calde, dove il tempo si muove con una lentezza gentile, come le parole sussurrate da un amico. Siamo arrivate qui con il nostro progetto ospiti del festival Photo Cité, portando con noi la nostra minutera, la scatola magica con cui viaggiamo nel mondo a raccogliere sguardi. In questi giorni siamo state abbracciate, coccolate, ascoltate. La gente del villaggio — gentile, curiosa, intensa — ci ha donato il suo tempo, il suo volto, le sue storie. Almeno in parte, per il tempo che abbiamo avuto, mai abbastanza. Nel piccolo chiostro, sotto il sole che filtrava tra gli archi, abbiamo montato la nostra camera oscura ambulante. E lì, tra carta, chimici e luce viva, abbiamo ritratto persone, ognuna con il suo modo unico di stare al mondo. C’erano occhi pieni di malinconia, altri di sorrisi, altri con dentro i luoghi mai esplorati, altri ricchi di pagine scritte. Ogni fotografia è diventata un incontro, ogni volto un viaggio. E poi i paesaggi, le case silenziose, il convento dei Giacobini con i suoi silenzi sacri — dove ci siamo fermate a lungo a fare fotografie e a respirare la bellezza sospesa della pietra e della storia. In questo festival, più che esporre un lavoro, abbiamo vissuto un’esperienza di relazione. Abbiamo condiviso, ascoltato la musica della lingua francese che si mischiava alle emozioni. Saint-Sever ci ha aperto le sue porte e, senza chiedere nulla, ci ha accolte come figlie temporanee. Ed è questo che porteremo con noi, tra i bagagli leggeri del cuore: la dolcezza di un villaggio che, per qualche giorno, è diventato casa.
Grazie, a tutte e tutti, ad uno ad uno."

Felisia e Maria, con la nostra lanterna magica.
Saint-Sever Photo Cité
maggio 2025

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Fotografia minutera itinerante ai Musei Civici di Pistoia

date » 06-12-2024 23:54

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Dopo un primo anno di lavoro a contaminare con semi di poesia, con il desiderio di ripercorre e scovare storie che pongono l’attenzione sull’importanza della memoria, un ritorno ad una poetica della fotografia e alle tracce del tempo attraverso luoghi e volti umani, ci inorgoglisce condividere l’invito ricevuto dal Comune di Pistoia nei suoi splendidi Musei Civici.
La minutera sarà in dialogo tra le opere d’arte di un Museo per raccontare la poesia della luce e i volti che incontrerà.
Per il momento non aggiungiamo altro…


Italia, Toscana, Pistoia.
Domenica 𝟭𝟱 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 torna 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼, un emozionante open day a Palazzo Comunale e Museo Civico d’arte antica dedicato alla fotografia, intitolato 𝙎𝙘𝙖𝙩𝙩𝙞 𝙖 𝙋𝙖𝙡𝙖𝙯𝙯𝙤.
Dalle 𝟵.𝟬𝟬 alle 𝟭𝟵.𝟬𝟬 saranno aperti e liberamente accessibili gli spazi monumentali del Palazzo con visite guidate gratuite, letture, laboratori, esecuzioni musicali, esposizioni, fino alla realizzazione di istantanee d’epoca, create attraverso l’uso di un’antica e affascinante tecnica fotografica.
Per la prima volta in Italia la Sala dell’Ottocento del Museo Civico ospiterà 𝙄𝙨𝙩𝙖𝙣𝙩𝙖𝙣𝙚𝙚 𝙙’𝙚𝙥𝙤𝙘𝙖 𝙖𝙡 𝙈𝙪𝙨𝙚𝙤, un laboratorio fotografico aperto al pubblico della fotografa Maria Di Pietro e della curatrice Felisia Toscano.
Dalle 𝟭𝟬.𝟬𝟬 alle 𝟭𝟯.𝟬𝟬 e dalle 𝟭𝟱.𝟬𝟬 alle 𝟭𝟵.𝟬𝟬 chi si prenota potrà vivere 𝘨𝘳𝘢𝘵𝘶𝘪𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 l’esperienza di un ritratto fotografico artigianale: un’opera d’arte unica realizzata con una camera oscura, attraverso affascinanti segreti e sapienti equilibri di luce, chimica e poesia.
𝙄𝙨𝙩𝙖𝙣𝙩𝙖𝙣𝙚𝙚 𝙙’𝙚𝙥𝙤𝙘𝙖 𝙖𝙡 𝙈𝙪𝙨𝙚𝙤 offre un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente, in diretto dialogo con le opere d’arte esposte in sala, legata al concetto di presenza/tempo/memoria. Ogni istantanea prodotta sarà un pezzo unico realizzato a mano, numerato e firmato, donato gratuitamente alla persone ritratte.
Partecipazione con 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 entro venerdì 13 dicembre, telefonando al numero verde di Pistoiainforma 800 012146 (lun-sab, 9.00-13.00).


Per maggiori info:
Istantanee d'epoca al Museo

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Fotografia Minutera Itinerante alla 107° Foire de Chatou

date » 10-10-2024 17:24

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"La pittoresca storia di questa manifestazione conferisce il colore e lo spirito a questa grande fiera dell'antiquariato.
La Fiera dei Prosciutti è nata spontaneamente nel Medioevo, probabilmente anche prima, poiché la Francia ha una lunga tradizione di salumi. Era la grande specialità gallica. Le mandrie di maiali gallici suscitavano l'ammirazione dei Romani che citavano con entusiasmo il prosciutto di Bayonne, i salumi della Cerdagna, della Franche-Comté... Fino al XIX secolo, il maiale fu l'alimento base dei cenoni di Natale: era il re della festa sia tra i contadini che tra i borghesi e i nobili. Nel corso del Medioevo, i salumieri di tutte le province presero l'abitudine di venire a Parigi durante la Settimana Santa per vendere le loro carni preparate. Si stabilirono dove c'erano più clienti, intorno a Notre-Dame, sicuri di avere come clienti affezionati coloro che assistevano alle funzioni religiose. I mercanti erano sempre più numerosi perché la professione di salumiere era libera. La libertà di circolazione concessa ai maiali fu soppressa dal re Luigi il Grosso, suo figlio Filippo avendo fatto una caduta da cavallo mortale causata da un maiale. Solo gli "antonini", appartenenti ai monaci di Sant'Antonio, furono ancora ammessi a circolare. Tutti gli altri venivano raccolti e dati all'Hôtel-Dieu per i malati. Nel 1451, si iniziò a regolamentare questa Fiera del Lardo e le carni scadute venivano gettate nella Senna. A partire dal 1500, divenne troppo importante per la sua posizione e, nel corso degli anni successivi, la Fiera si trasferì successivamente in rue des Prouvaires, Place de l'Hôtel de Ville, Place de la Morgue (oggi Place de la Concorde).
Nel 1789 e durante la Rivoluzione e il Terrore, la Fiera del Lardo scomparve.
Nel 1804, un decreto la fece rivivere con il nome di Fiera dei Prosciutti, tornò vicino a Notre-Dame e Place de la Cité.
Nel 1813, un'ordinanza la mandò al Quai de la Vallée (oggi Quai des Grands-Augustins); nel 1832, si trasferì in rue du Faubourg Saint-Martin al posto dell'antico magazzino dei foraggi. Infine, nel 1840, la Fiera si stabilizzò in boulevard Bourdon. Si unirono a essa numerosi venditori di oggetti usati, vecchi vestiti, vecchie ferraglie. Era nata la Fiera della Ferraglia e il suo destino fu da allora legato a quello della Fiera dei Prosciutti, che presto superò in importanza.
Nel 1869, un decreto della polizia trasferì i due mercati in boulevard Richard-Lenoir, che non avrebbero più dovuto lasciare per quasi un secolo, dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua fino al 1940, poi dopo la guerra due volte l'anno, in primavera e in autunno. Sottostanti, i problemi di ubicazione, di accesso, di circolazione riemergono di nuovo. Si prese coscienza di una imminente mutazione. Il Sindacato Nazionale del Commercio dell'Antiquariato e dell'Usato presenterà numerosi progetti di trasferimento. Tutto fu rimandato."
Foire de Chatou

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Il Flower Show sboccia nella splendida cornice di Villa Corsini

date » 07-06-2025 15:01

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Un fine settimana all’insegna della bellezza naturale e del fascino storico: sabato 4 e domenica 5 aprile, nella straordinaria cornice del Giardino di Villa Corsini, si tiene il Flower Show, una manifestazione dedicata al florovivaismo di eccellenza, giunta a Firenze con un’edizione che per appassionati, esperti del settore e semplici curiosi. L’evento, che fa parte del circuito nazionale dei Flower Show italiani, porta nel capoluogo toscano una selezione di espositori provenienti da tutto il Paese: vivaisti specializzati, coltivatori di rarità botaniche, produttori di piante ornamentali, aromatiche e da collezione.
Ma non solo, accanto all’offerta floreale, i visitatori potranno scoprire prodotti artigianali, attrezzature per il giardinaggio, arredi da esterno e una serie di iniziative culturali e laboratori didattici per adulti e bambini. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera del Flower Show è la location d’eccezione che lo ospita: il Giardino di Villa Corsini a Castello, una delle ville medicee che punteggiano il paesaggio toscano e che dal 2013 fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
La villa, un tempo residenza estiva della nobile famiglia Corsini, è situata su una dolce collina affacciata sulla piana fiorentina, e si distingue per la magnificenza dei suoi spazi verdi e la raffinatezza dell’impianto architettonico. In questo contesto d’eleganza senza tempo, i colori e i profumi delle installazioni floreali si fondono con la storia, offrendo al pubblico un’esperienza multisensoriale. Durante le due giornate del Flower Show, il pubblico potrà assistere a dimostrazioni di arte floreale, incontri con esperti botanici, workshop sul giardinaggio sostenibile e visite guidate tra le meraviglie botaniche della villa. L’evento si propone non solo come un appuntamento per amanti del verde, ma anche come un’occasione per valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico della città. Il Flower Show si conferma dunque un evento capace di coniugare natura, cultura e bellezza, in un luogo simbolo dell’arte e della storia toscana. Un invito aperto a tutti per riscoprire il piacere della lentezza, del contatto con la terra e della meraviglia che solo un fiore sa regalare.

Testo e foto di Felisia Toscano

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Minutera itinerante a Tutti Matti per Colorno 2024

Minutera Itinerante alla Deriva è stata scelta tra più di 200 compagnie di artisti attraverso un bando pubblico per partecipare alla Scena OFF di Tutti Matti per Colorno 2024.

Ritratti ai sali d'argento
di Maria Di Pietro e Felisia Toscano


In un vivere continuo di immagini che si susseguono, spesso futili e fuggevoli nell’astratto di archivi che si smaterializzano, avere tra le mani una fotografia è come avere una certezza meno fragile. La fotografia minutera è un modo per creare un punto fermo nella vita delle persone. Non sei tu a cercare, a chiedere, è l’altro che viene verso di te, si ferma e posa. Quel che accade con la fotografia di strada accade nell’ora, adesso, si depongono le energie della corsa, del frenetico e del fuggevole senza ascolto, a prendere forma l’esserci in questo momento in connessione con sé stessi. La fotografia come arte per conoscere se stesso e l'altro.

"I nostri ritratti vengono realizzati al momento in una piccola scatola di legno che è la nostra macchina fotografica istantanea itinerante. Attraverso l’obiettivo la luce va ad imprimere la fotografia su una carta ai sali d’argento, nel momento stesso in cui nasce la stampa da quella scatola magica si afferma la propria esistenza, la necessità, il bisogno di svelarla al mondo. Il fascino, il mistero, misterioso seppur svelato, sembra quasi una magia realizzata da un artista del gioco, quelli di magia, funamboli, sognatori e sognatrici… una mano si muove all’interno della scatola, e ad uscirne è una fotografia, unica e irripetibile.”

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Napoli si trasforma nel paese delle meraviglie

La città di Napoli, con il suo cuore pulsante e la sua anima romantica, ospita fino al 17 novembre un’esperienza unica e indimenticabile: “This is Wonderland – Alice”. Un viaggio sensoriale che ha trasformato la realtà in una fiaba, catapultando grandi e piccini nel magico mondo di Alice. Il percorso, un labirinto di luci e colori, si snoda attraverso un’area di oltre 40.000 metri quadrati, trasformata in un vero e proprio Paese delle Meraviglie. Ogni angolo una sorpresa: un bosco incantato dove i funghi giganti sembrano sussurrare segreti, uno specchio infinito che riflette un mondo parallelo, un giardino fiorito dove il tempo sembra fermarsi. Le installazioni luminose, create da artisti di fama internazionale, sono un tripudio di forme e colori. Le proiezioni sui muri e sugli alberi creano atmosfere surreali, mentre le sculture luminose sembrano prendere vita al tocco di una bacchetta magica. Uno dei momenti più suggestivi è l’incontro con i personaggi della fiaba. Il Cappellaio Matto, con la sua eterna domanda “Sei matto?”, il Bianconiglio, sempre di corsa, li ha invitati a seguire il tempo che fugge. La Regina di Cuori, con la sua aria altezzosa… e poi, naturalmente, Alice, la protagonista di questa avventura che non abbiamo mai incontrato, ma presente nel cuore di ogni visitatore.
“This is Wonderland – Alice” non è solo una mostra, è un’esperienza immersiva, i visitatori hanno l’opportunità di riscoprire la propria immaginazione e di lasciarsi trasportare dalla magia, non in ultimo di assistere anche ad un bellissimo spettacolo dal vivo. La colonna sonora originale, composta appositamente per l’evento, fa da sottofondo a tutto il percorso, creando un’atmosfera incantata e sognante. Ogni nota musicale è un invito a lasciarsi andare e a sognare ad occhi aperti. “This is Wonderland – Alice” è un’esperienza unica, un’occasione per evadere dalla realtà e immergersi in un mondo fatto di fantasia e meraviglia. Napoli, con la sua anima passionale e la sua capacità di sorprendere, fa da cornice perfetta a questo evento indimenticabile.
E non è finita qui, da dicembre Alice si immergerà nell’atmosfera natalizia creando un mondo ancora più magico tra elfi e folletti… e noi non vediamo l’ora di raccontarvelo.


Testo di Felisia Toscano
Foto di Maria Di Pietro

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Viaggio in Italia: un'icona della fotografia italiana

La mostra Viaggio in Italia, attualmente in corso presso l’Istituto italiano di Cultura di Parigi, rappresenta un momento di fondamentale riflessione sul ruolo della fotografia nel definire l’identità di un paese. Nato nel 1984 dall’intuizione di Luigi Ghirri, questo progetto fotografico ha segnato un punto di svolta nella storia della fotografia italiana, offrendo una visione inedita e personalissima del Bel Paese. Lontano dai cliché del turismo di massa, Viaggio in Italia ci invita a scoprire un’Italia autentica, fatta di dettagli quotidiani, paesaggi dimenticati e architetture popolari. Gli scatti di maestri come Ghirri, Leone e Velati catturano l’essenza più intima del territorio, rivelando una complessità e una ricchezza inaspettate.
Gli autori non si limitano a ritrarre paesaggi maestosi, ma inquadrano dettagli apparentemente insignificanti, come un muro scrostato, un oggetto abbandonato, un’insegna arrugginita. La natura è un elemento ricorrente nelle fotografie di Viaggio in Italia. Tuttavia, non si tratta di una natura idealizzata, ma di un paesaggio vissuto, segnato dall’azione dell’uomo. Gli scatti mostrano questo continuo dialogo, creando un equilibrio delicato e complesso. Quarant’anni dopo la sua realizzazione, Viaggio in Italia continua a esercitare un fascino straordinario. Questo progetto fotografico ha influenzato generazioni di fotografi italiani, ispirandoli a indagare la realtà con uno sguardo più attento e critico. Rappresenta un punto di riferimento fondamentale dimostrando che è possibile raccontare un territorio in modo originale e personale, senza ricorrere ai soliti stereotipi. L’opera di Ghirri e dei suoi compagni di viaggio è entrata a far parte del patrimonio culturale italiano, contribuendo a diffondere l’immagine di un paese ricco di storia, arte e bellezza. Non è solo un viaggio geografico, ma anche un viaggio interiore. Le fotografie ci invitano a riflettere sulla nostra identità, sui nostri ricordi e sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda.
L’esposizione parigina rappresenta un’occasione unica per riscoprire questo capolavoro della fotografia italiana. La scelta di presentare la mostra in una delle capitali mondiali dell’arte conferma l’importanza internazionale di Viaggio in Italia. La mostra contribuisce a promuovere la cultura italiana all’estero, offrendo al pubblico francese e internazionale una visione originale e affascinante del nostro paese. L’esposizione a Parigi, a distanza di quarant’anni dalla sua realizzazione, invita a riflettere sull’attualità di questo progetto e sulle sue possibili evoluzioni. Viaggio in Italia è molto più di una semplice mostra fotografica, è un invito a guardare al mondo con occhi nuovi, a scoprire la bellezza nascosta nelle cose semplici e a valorizzare il nostro patrimonio culturale.


Testo di Felisia Toscano
Foto di Maria Di Pietro

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Paris Photo 2024: visioni fotografiche e un'immersione nella storia del medium

Il Grand Palais in tutta la sua magnificenza ha ospitato il Paris Photo 2024 consacrando Parigi come capitale indiscussa della fotografia, un evento straordinario e coinvolgente per appassionati, collezionisti e critici. La fiera ha dimostrato come la fotografia, ben oltre la semplice riproduzione della realtà, sia divenuta un linguaggio complesso e articolato, capace di esprimere una vasta gamma di emozioni, idee e visioni del mondo. Le opere esposte, dalla fotografia analogica più tradizionale alle sperimentazioni più radicali del digitale, hanno offerto un panorama completo delle infinite possibilità espressive del medium. Il centenario del Surrealismo ha fornito un'occasione unica per riflettere sul ruolo della fotografia nell'avanguardia storica. Il percorso curato da Jim Jarmusch ha invitato il pubblico ad un viaggio nel tempo, alla scoperta di opere che hanno segnato la storia dell'arte fotografica. Allo stesso tempo, le sezioni dedicate ai giovani artisti e alle nuove tendenze hanno offerto uno sguardo al futuro, anticipando le evoluzioni del linguaggio fotografico. La presenza di numerose gallerie emergenti e di progetti curatoriali innovativi hanno confermato il ruolo di Parigi come laboratorio di nuove estetiche. La città, da sempre crocevia di culture e di idee, continua a stimolare la creatività degli artisti e ad offrire un terreno fertile per la sperimentazione. La sezione dedicata ai libri fotografici ha sottolineato l'importanza di questo formato nel definire l'identità di un'opera d'arte. Il libro fotografico, infatti, non è solo un contenitore di immagini, ma un oggetto estetico a sé stante, in cui la scelta delle fotografie, la sequenza narrativa e il design grafico contribuiscono a creare un'esperienza visiva unica.
Paris Photo come ogni anno, ha offerto una panoramica stimolante e coinvolgente del mondo della fotografia contemporanea. La fiera ha dimostrato che questo medium, lungi dall'essere superato, è più vivo che mai e continua a suscitare l'interesse di un pubblico sempre più vasto. In un'epoca dominata dalle immagini, la fotografia si conferma come uno strumento indispensabile per comprendere la complessità del mondo contemporaneo e per dare forma alla nostra immaginazione.


Testo e foto di Felisia Toscano

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A Palazzo Blu, nelle incantevoli opere del grande maestro Hokusai

A Pisa, attraverso le sale di Palazzo Blu, nasce un ponte verso il Sol Levante con la mostra Hokusai, un’esposizione che promette di incantare gli appassionati d’arte: una retrospettiva dedicata al genio indiscusso dell’ukiyo-e, Hokusai.
L’artista giapponese, con la sua maestria ineguagliabile, ci conduce in un viaggio attraverso un mondo di delicate sfumature e di vibranti contrasti. Le sue xilografie, vere e proprie gemme dell’arte orientale, ci rivelano un universo poetico dove la natura si fonde con la spiritualità, dando vita a paesaggi di una bellezza struggente.
La mostra ci permette di ammirare l’evoluzione stilistica di Hokusai, dalla giovinezza, quando il suo tratto era ancora timido e incerto, fino alle opere mature. Le celeberrime “Trentasei vedute del monte Fuji”, con la loro iconicità, sono solo una delle tante tappe di questo affascinante percorso.
Ma Hokusai non è solo il maestro delle vedute. Il percorso espositivo ci guida attraverso opere che ci rivelano anche un artista eclettico, capace di spaziare dalla rappresentazione della natura alla ritrattistica, dalla figura femminile ai soggetti mitologici. Ogni opera è un inno alla vita, un invito a contemplare la bellezza del mondo che ci circonda.
Il tratto di Hokusai, raffinato e allo stesso tempo potente, è in grado di trasmettere emozioni profonde e intense. Le sue linee, ora morbide e sinuose, ora nette e decise, sembrano danzare sulla carta, creando un ritmo visivo che coinvolge lo spettatore.
Anche questa volta a Palazzo Blu c’è la possibilità di immergersi nell’universo artistico di uno dei più grandi maestri giapponesi.


Testo di Felisia Toscano
Foto di Maria Di Pietro

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Helen Frankenthaler in mostra a Palazzo Strozzi

La retrospettiva dedicata a Helen Frankenthaler, “Dipingere senza regole” di Palazzo Strozzi, è un’esperienza visiva incredibile. L’artista americana, pioniera del Color Field Painting, ci immerge in un universo cromatico di straordinaria intensità, dove il colore si libera dalle forme e si espande sulla tela con una libertà quasi sconcertante.
Le opere di Frankenthaler sono un inno alla spontaneità e all’intuizione. La pittrice, con la sua tecnica innovativa del “soak-stain”, ovvero l’assorbimento del colore direttamente sulla tela non tesa, crea superfici morbide e cangianti, simili a nuvole sospese o a paesaggi interiori. I colori, accostati con maestria, vibrano di una luce propria, creando atmosfere ora serene e meditative, ora cariche di energia.
La mostra ci permette di seguire l’evoluzione artistica di Frankenthaler, dalle prime opere influenzate dall’Espressionismo astratto fino alle sperimentazioni più mature. Ogni quadro è un piccolo universo, un invito a perdersi in un labirinto di sensazioni ed emozioni.
Ciò che rende questa retrospettiva davvero speciale è la capacità di Frankenthaler di creare un dialogo tra forma e colore. Le sue opere non sono semplici sfumature di colore, ma vere e proprie composizioni, dove ogni pennellata è studiata con cura. La pittrice, infatti, non si limita a dipingere, ma costruisce delle vere e proprie architetture pittoriche, dove lo spazio si dilata e si contrae, dando vita a un’esperienza visiva coinvolgente e multidimensionale.
L’artista americana ci dimostra che la pittura può essere ancora uno strumento capace di esprimere le emozioni più profonde, per interrogarsi sulla natura stessa della realtà.
La mostra è visitabile fino al 26 gennaio 2025 nei consueti orari di apertura di Palazzo Strozzi.


Testo di Felisia Toscano
Foto di Maria Di Pietro

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